"Di nuovo il regno dei cieli è simile ad un tesoro nascosto in un campo, che un uomo avendolo trovato lo nasconde: e per la gioia che ne ha, va, vende tutto ciò che ha e compera quel campo" (Matteo 13:44)
Quest'estate abbiamo organizzato un campo estivo e abbiamo insegnato inglese ai bambini orfani e delle famiglie povere di Tansilvania. Il prete che dirige il progetto di aiuto per queste familie, ci ha permesso di usare un convento disabitato, che è parte della comunità dei preti Francescani. Il primo giorno abbiamo dovuto pulire il giardino, tagliare l'erba, sbarazzarci delle spine, muovere pietre e accumulare il legno in un angolo dil giardino. Dentro il convento abbiamo pulito finestre, spazzato le scale, tolto le ragnatele e rifatto i letti per i bambini. Anche se il tema del campeggio era insegnare l'inglese, abbiamo trascorso più tempo parlando con i bambini, giocando con loro, ascoltando le loro storie e imparando cose nuove.
Attila, il ragazzino della foto, ha 11 hanni. A lui piace la musica, ma mai prima d'ora ha avuto l'oportunità di avere una chitarra in mano. Io gli ho imprestato la mia il primo giorno, e gli ho insegnato i primi accordi. Per il prossimi 10 giorni, Attila ha suonato la chitarra a ha accompagnato i musicisti quando era ora di cantare. Attila ha trovato un tesoro: ha scoperto che può creare musica con le sue mani, e può essere che un giorno diventi famoso o almeno la musica sia il modo che avvra di esprimersi. Chi sà se alla bambina che piace disegnare, non nasconda dentro di sè un artista, o ai bambini che non stanno mai fermi, saranò i migliori atleti delle sue classi. O a chi piace leggere, sarà un giorno scrittore. Tutti abbiamo un tesoro dentro, che riesce a uscire solo quando qualcuno ha il tempo per scoprirlo. Magari potessimo sempre ricordarlo e sforzarci per trovare il tesoro che c'è in ogniuno di noi e non abbandonare la missione fino a che non lo abbiamo scoperto.