Sunday, 24 August 2008

Joe...


E' stato quattro anni fa che ho conosciuto Joe.
Allora lui aveva 16 anni ed era venuto nella nostra comunità a vivere un esperienza di volontariato durante l'estate.
Joe era il tipico adolescente eccentrico e la sua unica passione era il calcio (bisogna ammettere che giocava bene; una squadra di calcio voleva firmare un contratto con lui) e vestirsi all'ultima moda.Non andava daccordo con i suoi genitori, i suoi voti scolastici erano pessimi,e non gli importava niente di nessuno.
Era il mio terzo anno come volontaria, e in quel periodo lavoravo come segretaria dell'associazione. Il mio lavoro consisteva nel ricevere gli imbarchi dell' aiuto umanitario:organizzando il lavoro di fare scatole, separando per taglie miglioni di scarpe, giubotti e vestiti e mantenere un registro dettagliato di ogni famiglia, scuola e ospedale ai quali portavamo le scatole. In quel momento l'ultima cosa di cui avevo bisogno era un adolescente senza scopo nella vita da tenere a bada.
Nonostante il suo modo di essere e la sua reputazione, Joe era un ragazzo col cuore d'oro. Però sono riuscita a capirlo dopo aver messo da partei mie pregiudizii e mi sono sforzata a conoscere la persona dentro; non la persona che pretendeva di essere.
La sperienza di aiutare altri, mise in evidenza le migliori qualità di Joe.Abbiamo scoperto che in realtà era un ragazzo generoso, allegro, solare, paziente con i bambini, rispettuoso con gli anziani e disponibile per i lavori più difficili. Nessuno credeva che un apersona come Joe potesse cambiare. Ma è cambiato quando gli abbiamo dato un'opportunità.
Adesso Joe è volontario in un associazione in Africa, dove la povertà e le malattie sono cose di tutti i giorni. Dunque c'è bisogno di una grande forza interiore per affrontare i problemi sociali e morali della popolazione. E io non posso fare a meno di ammirare Joe per il suo sacrificio, per una causa giusta.
E chi sa se le cose fossero andate diversamente, se lui non fosse mai venuto a lavorare con noi, se nessuno gli avesse dato un oportunit, oggi Joe non sarebbe in Africa.
Sono le piccole decisioni che cambiano le cose. Sono le parole affettuose che vanno più lontano. Sono gli atti di bontà che determinano il futuro di qualcuno.Oggi Joe è chi è perchè quattro anni fa qualcuno ha avuto fede in lui.E la fede muove montagne e fa che un giovane di 16 anni viva un esperienza che ha cambiato la sua vita e a sua volta la vita degli altri.