Tuesday, 9 December 2008

Le tasche piene di stelle...



C’e una filastrocca in inglese che dice:

Prendi una stella cadente, e mettila nella tasca
Non lasciare che svanisca
Prendi una stella cadente, mettila nella tasca
Mettila via per un giorno di pioggia

Se magari l’amore aparisse
Una notte senza astri nel cielo
Potresti riempire la notte di luce
Poiche hai le tasche piene di stelle

Ho conosciuto a Imre in Transilvania. Era state, e partecipavo a un campeggio d’inglese, come quelli che organiziamo ogni anno. Avevo bambini intorno a me tutto il giorno, e anche fino a tardi la sera. Sono stati 10 giorni stupendo. Non c’e stato un minuto nel quale mi fossi sentita sola o triste…come vedete, avevo le tasche piene di stelle.
Imre e venuto a stare da noi un giorno e mezzo. Con la sua risata contaggiosa e is suoi occhi blu mi ha conquistato il cuore. Non abbimo fatto nulla dell’altro mondo; lui con il suo poco inglese, e io con le mie tre parole in ungherese, quasi non ci siamo detti niente. Pero abbiamo giocato a carte per ore. A volte solo noi due e a volte con i bambini, dato che eravamo nel corrioio.
Imre studia e lavora durante i fine settimana per guadagnare soldi e aiutare sua madre e suo fratello minore. Mi ha raccontato di suo papa, e della sua infanzia difficile. Comunque e una delle persone piu positive che abbia conosciuto in vita mia. Con suo carisma e il suo entusiasmo Imre sara sempre un vincitore..
Ci sono incontri importanti nella vita. Incontrare Imre e sato uno di quelli. Mi e sempre piaciuta l’Ungheria, di quello non c’e dubbio. Pero da quando ho conosciuto Imre sento di essere finalmente arrivata a casa, in questo paese meraviglioso, con questa bellissima gente.
E da quel giorno, porto nelle tasche migliaia di stelle, che dono generosamente a tutti quelli che incontro e come per magia le mie tasche non si svuotano e alle notti non manca mai la luce.

Tuesday, 4 November 2008

I miei genitori...


Quando la gente mi chiede "Perchè hai deciso di essere una volontariata?" mi vengono in mente molte ragioni. Però la più importante, e la ragione per la cuale sono quì è grazie ai miei genitori.
I miei genitori sono stati missionari volontari per molti anni in Sudamerica. Insieme abbiamo vissuto in 8 paesi: Argentina, Brasile,Bolivia, Cile, Equador, Paraguay e Uruguay. Da piccola sono cresciuta vedendoli aiutare gli altri; dare quel poco che avevano per altri con maggiori necessità e viaggiando fino agli angoli più remoti per portare aiuto umanitario e più importante ancora delle cose materiali, portare allegria e amore.
I miei genitori hanno 10 figli; io sono la seconda. Dei loro figli, 5 abbiamo consacrato le nostre vite al lavoro di volontariato. Due in Messico, il piu vecchio in Costa Rica, con sua moglie e i suoi due figli; una sorella in Romania e io in Ungheria. Gli altri 5 in Italia, a loro volta danno il massimo per aiutare gli altri.
Senza dubbio è l'esempio che abbiamo visto nei nostri genitori ciò che ha motivato ogniuno di noi a volere aiutare in questo modo. E stata l'esperienza che abbiamo vissuto da piccoli che ci ha insegnato che vivere per gli altri è la cosa piu importante nella vita. Quella è la ragione per la quale sono quì, e per la quale la mia vita ha preso questa strada. Se non fosse stato per il modo nel quale mi hanno educato i miei genitori, non sarei quella che sono adesso. E per questo, se c'è qualcuno da ringraziare per il lavoro che faccio, sono i miei genitori, che ancora oggi non smettono di portare animo e di essere l'ispirazione dietro le quinte.
Papà, Mamma, SIETE GRANDI !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Thursday, 2 October 2008

Tesori


"Di nuovo il regno dei cieli è simile ad un tesoro nascosto in un campo, che un uomo avendolo trovato lo nasconde: e per la gioia che ne ha, va, vende tutto ciò che ha e compera quel campo" (Matteo 13:44)
Quest'estate abbiamo organizzato un campo estivo e abbiamo insegnato inglese ai bambini orfani e delle famiglie povere di Tansilvania. Il prete che dirige il progetto di aiuto per queste familie, ci ha permesso di usare un convento disabitato, che è parte della comunità dei preti Francescani. Il primo giorno abbiamo dovuto pulire il giardino, tagliare l'erba, sbarazzarci delle spine, muovere pietre e accumulare il legno in un angolo dil giardino. Dentro il convento abbiamo pulito finestre, spazzato le scale, tolto le ragnatele e rifatto i letti per i bambini.
Anche se il tema del campeggio era insegnare l'inglese, abbiamo trascorso più tempo parlando con i bambini, giocando con loro, ascoltando le loro storie e imparando cose nuove.
Attila, il ragazzino della foto, ha 11 hanni. A lui piace la musica, ma mai prima d'ora ha avuto l'oportunità di avere una chitarra in mano. Io gli ho imprestato la mia il primo giorno, e gli ho insegnato i primi accordi. Per il prossimi 10 giorni, Attila ha suonato la chitarra a ha accompagnato i musicisti quando era ora di cantare.
Attila ha trovato un tesoro: ha scoperto che può creare musica con le sue mani, e può essere che un giorno diventi famoso o almeno la musica sia il modo che avvra di esprimersi. Chi sà se alla bambina che piace disegnare, non nasconda dentro di sè un artista, o ai bambini che non stanno mai fermi, saranò i migliori atleti delle sue classi. O a chi piace leggere, sarà un giorno scrittore. Tutti abbiamo un tesoro dentro, che riesce a uscire solo quando qualcuno ha il tempo per scoprirlo. Magari potessimo sempre ricordarlo e sforzarci per trovare il tesoro che c'è in ogniuno di noi e non abbandonare la missione fino a che non lo abbiamo scoperto.

Thursday, 11 September 2008

La mia montagna


L'anno scorso ho avuto l'oportunità di scalare le Alpi Svizzere, con un collega amico mio. Ci abbiamo messo 5 ore prima di arrivare in cima del Santis, e 4 ore per scendere. Ho avuto dei momenti di stanchezza e fatica, e anche i miei momenti di paura. Ma delle volte c'erano momenti dove sentivo la presenza di qualcosa di grandioso e sopranaturale. Mi ricordo quando iniziai appena il mio ministero come volontaria,5 anni fa, e dove conobbi Steve. Steve è un volontario a tempo completo, che ha lavorato in India e in Asia per molti anni, e oggi ha una piccola attività volontaria in Polonia. Steve e sua moglie hanno 6 figli e più lavoro di quello che riescono a compire. E comunque, Steve è una persona tranquilla, allegra e generosa. Per un periodo ho lavorato come volontaria nel suo centro, e parte del mio lavoro era quello di badare ai suoi figli. Ricordo qualcosa che mi disse Steve un giorno. Mi disse che la vita era come scalare una montagna. Alcune montagne sono ripide e piene di rocce e altre sembrano colline piene di fiori. Ma comunque entrambe sono montagne. Steve mi disse"La gente sceglie le sue montagne..." In quel momento ho cominciato a pensare approposito della montagna che avevo scelto io. C'erano cose che mi risultavano troppo difficili, per esempio stare lontano dalla mia famiglia, non poter imparare la lingua del posto e le difficolta di tutti i giorni. Però io avevo scelto questa montagna perchè volevo qualcosa di diverso nella mia vita. Volevo ragguingere la vetta più alta e fare una differenza nel mondo. Ma quando ho iniziato a scalare la mia montagna mi sono resa conto che non era facile e ci sono stati momenti in qui volevo arrendermi. Quello che mi ha detto Steve mi ha dato la motivazione per continuare. Guardando dietro nel tempo, sono felice di aver preso quella decisione. Non è detto che sara facile; avvolte le cose che vedo non hanno senso, ma comunque ogni passo vale la pena. "La gente sceglie le sue montagne..." io ho scelto questa, perchè il panorama è stupendo e la mia vita non potrebbe essere migliore di quello che è oggi.

Sunday, 24 August 2008

Joe...


E' stato quattro anni fa che ho conosciuto Joe.
Allora lui aveva 16 anni ed era venuto nella nostra comunità a vivere un esperienza di volontariato durante l'estate.
Joe era il tipico adolescente eccentrico e la sua unica passione era il calcio (bisogna ammettere che giocava bene; una squadra di calcio voleva firmare un contratto con lui) e vestirsi all'ultima moda.Non andava daccordo con i suoi genitori, i suoi voti scolastici erano pessimi,e non gli importava niente di nessuno.
Era il mio terzo anno come volontaria, e in quel periodo lavoravo come segretaria dell'associazione. Il mio lavoro consisteva nel ricevere gli imbarchi dell' aiuto umanitario:organizzando il lavoro di fare scatole, separando per taglie miglioni di scarpe, giubotti e vestiti e mantenere un registro dettagliato di ogni famiglia, scuola e ospedale ai quali portavamo le scatole. In quel momento l'ultima cosa di cui avevo bisogno era un adolescente senza scopo nella vita da tenere a bada.
Nonostante il suo modo di essere e la sua reputazione, Joe era un ragazzo col cuore d'oro. Però sono riuscita a capirlo dopo aver messo da partei mie pregiudizii e mi sono sforzata a conoscere la persona dentro; non la persona che pretendeva di essere.
La sperienza di aiutare altri, mise in evidenza le migliori qualità di Joe.Abbiamo scoperto che in realtà era un ragazzo generoso, allegro, solare, paziente con i bambini, rispettuoso con gli anziani e disponibile per i lavori più difficili. Nessuno credeva che un apersona come Joe potesse cambiare. Ma è cambiato quando gli abbiamo dato un'opportunità.
Adesso Joe è volontario in un associazione in Africa, dove la povertà e le malattie sono cose di tutti i giorni. Dunque c'è bisogno di una grande forza interiore per affrontare i problemi sociali e morali della popolazione. E io non posso fare a meno di ammirare Joe per il suo sacrificio, per una causa giusta.
E chi sa se le cose fossero andate diversamente, se lui non fosse mai venuto a lavorare con noi, se nessuno gli avesse dato un oportunit, oggi Joe non sarebbe in Africa.
Sono le piccole decisioni che cambiano le cose. Sono le parole affettuose che vanno più lontano. Sono gli atti di bontà che determinano il futuro di qualcuno.Oggi Joe è chi è perchè quattro anni fa qualcuno ha avuto fede in lui.E la fede muove montagne e fa che un giovane di 16 anni viva un esperienza che ha cambiato la sua vita e a sua volta la vita degli altri.

Friday, 11 July 2008

La fine del mondo...


Un sabato mattina, Andrea e io siamo usciti per portare cibo e vestitia una famiglia povera che conosciamo da molti anni. Sono una coppia con sette figli che vivono in una casetta col tetto di latta a la cucina fuori nella interperie. Mentre andavamo nell'autopista, Andrea comincia a raccontarmi che la scorsa notte su internet ha trovato alcuni articoli interessanti. Risulta che c'è un pianeta, che è appena apparso nella nostra costellazione, e dato che ci mette quasi quarantamila anni a girare intorno al sole, si sta avvicinanado e quando passerà vicino alla terra sarà un impatto tanto grande che potrebbe causare la fine della razza umana. Se qualcuno riuscisse a sopravvivere, la vita sarebbe tanto primitiva come nell'era della pietra.
Andrea e io siamo cristiani, e crediamo che la vita non finisca qui. Non abbiamo paura della fine del mondo. Però ci ha fatto pensare e riflettere. ..Che faresti se oggi fosse l'ultimo dei tuoi giorni?
Martin Lutero, il riformatore tedesco che visse nel 16° secolo, disse "Anche se sapessi che il mondo, forse si dissolvesse in mille pezzi domani, comunque pianterei il mio albero di mele"

Se il mio mondo finisse domani, oggi farei questo:
Chiamarei alla mamma e le direi che le voglio tanto bene.
Scriverei a Joe, in Africa, dicendoli quanto sono orgogliosa del lavoro di volontariato che sta facendo. Che gli auguro tutta la felicità del mondo e che sono felice che egli fu parte della mia vita.

Passerei più tempo con la gente con qui vivo e farei sapere loro quanto sono speciali.
Nessun altra cosa mi importerebbe in quel momento. Non mi preoccuperei di niente, non avrei rancori, non mi lascerei abbattere perchè non riesco a raggiungere le mete che mi sono imposta.

Invece, godrei di ogni momento.
Farei un giretto per il vicinato ammirando ogni albero di cigliegio, ogni stradina di sassi, ogni angolo dove crescono i cavoli.
Respirerei profondamente e mi accontenterei di essere parte di questo meraviglioso mondo.
Se domani fosse il mio ultimo giorno, oggi darei amore a ogni persona che incrocio per strada e allora lì la mia vita è valsa la pena.
Perchè quando tutto finisce, l'amore vive per sempre.

Thursday, 22 May 2008

Cambia il mondo..


Conoscete la storia dell'uomo che ha piantato alberi e ha cambiato il mondo? E' una delle mie storie preferite. Semplice ma con un grande messaggio.
Comincia così...Nel 1920 un giovane viaggiatore fece un percorso a piedi per la Francia. All'arrivare a Provence (una regione del sud) si trovò con quello che prima era una zona ricca e coperta di fiori,adesso era arida e deserta. La gente del posto era emmigrata in altre città e anche gli animali cercarono rifugio in un altro luogo.
Il giovane trascorse la notte in un umile capanna di un vecchio pastore,e rimase lì per un pò di giorni.
Osservò che il vecchio pastore al calare della notte trascorreva ore sotto la luce della lampada,selezionando semi;gli separava in gruppi e gli rimetteva via delicatamente in un sacco di paglia. Durante il giorno mentre portava il suo gregge al pascolo piantava contemporaneamente i suoi semi lungo il tragitto.Camminava km e km e piantava le noci dove non c'erano alberi.Il giovane si chiedeva a che punto volesse arrivare il vecchio pastore
"Che fai?"Gli chiese.
"Pianto alberi" rispose il pastore.
"Però,ci vogliono tanti anni perchè possano servirti a qualcosa".
"Si,lo so" rispose il pastore saggiamente "Però saranno utili per qualcun altro. Può darsi che io non riesca a vedergli, però forse i miei figli si".
Venti anni dopo quando il giovane aveva gia quaranta anni, tornò a visitare quel paese, e rimase sorpreso al vedere quello spettacolo. La valle era ricoperta di alberi e di boschi.C'era dinuovo vita in quel paese. Si chiese cosa fosse successo al vecchio pastore e venne a sapere che era ancora vivo. Era ancora nella sua capanna a selezionare semi. IL governo era tanto sorpreso dal pastore che gli diede una pensione a vita.
Quando ero piccola e ho letto questa storia per la prima volta, mi commossi tanto che volli anchio mettere via i semini e piantare alberi così come aveva fatto il vecchio pastore. Però con il tempo e dato che viaggio tanto mi sono resa conto che il significato della storia non è quello di piantare boschi nel nostro giardino, senò che con pazienza, piantiamo semi d'amore e cambiamo il mondo...I bambini sono la mia missione. Avvolte trovo un bambino difficile.Un bimbo che per qualche ragione o l'altra abbia chiuso il suo cuore ed è una personina dura e difficile d'amare. E giusto a quell'anima arida e vuota che devo dare più amore e attenzione. E fioriscono,come il bosco nella storia! Lo ho visto volta dopo volta. E' meraviglioso...Molto più che avere un sacco di soldi o una posizione importante.I semi che piantiamo nei bambini crescono come alberi, e costruiamo un futuro nel quale un giorno toccherà a loro cambiare il logo angolo dell'unniverso.

Monday, 21 April 2008

In Ungheria...


Ho deciso...comincierò questo blog perchè possiate conoscermi meglio, sapere cosa sto facendo e fare parte di questa missione. Voglio che siate parte del mio mondo... un piccolo angolo di Ungheria, circondato da bambini, dove ogni giorno è un'avventura e passo a passo apriamo la nostra finestra al sole e lasciamo entrare la luce...